L’anima di Chopin rivive con Irene Veneziano (11-12-2010)

La prima edizione del “Festival Pianistico” di Morbegno è cominciata Venerdì 10 Dicembre presso l’Auditorium di S.Antonio con il primo di una serie di concerti di indubbio livello.

Protagonisti della serata la pianista Irene Veneziano e la magia, la passione travolgente della musica di Chopin nel 200simo anniversario della sua nascita.

Il concerto rappresentava un viaggio dedicato alla poetica musicale di Chopin vista negli aspetti più caratteristici: uno Studio, due Notturni, uno Scherzo, una Polacca, tre Mazurche, una Sonata.

A interpretare il programma, dicevamo, è stata la venticinquenne Irene Veneziano, pianista che sta percorrendo una carriera davvero di tutto rispetto. Reduce dal concorso di Varsavia dove è risultata semifinalista, sarà presto impegnata in un concerto al teatro Alla Scala di Milano e in una tournèe in Cina.Il pubblico intervenuto al S.Antonio ha assistito ad un recital eccellente.

Irene ha mirabilmente interpretato le pagine di Chopin con un piglio e una profondità emotivo-comunicativa che ha sedotto una platea assorta e conquistata. Già nel primo brano, lo studio n.7 op. 25 si è subito capito di che pasta è fatta Irene: personalità, sensibilità di tocco, gusto per un fraseggio elegante ma mai scontato e al contrario carico di passione, sentimento. Il tutto senza tradire l’intento dell’autore. Nello Scherzo n.2 op. 31 ha dato prova della solidità tecnica del suo panismo, impegnato, in questo brano dai forti contrasti, a dar vita ad una continua lotta fra istinto e ragione, impetuosità e dolcezza, abbandono e risolutezza. Non è mai scontato l’approccio della Veneziano al lirismo chopiniano. Come nelle mazurche dell’op.59. Anche la Polacca  op.44 è stata eseguita con il giusto carattere ed energia.

Dopo i 2 Notturni dell’op.15 arriva il piatto forte della serata: la sonata n.2 op.35, conosciuta ai più per la celeberrima (e continuamente oltraggiata nelle sue trascrizioni per vari ensemble strumentali) Marcia Funebre di cui rappresenta il terzo movimento e il centro gravitazionale dell’opera. Il primo movimento è certamente di sconvolgente bellezza: Irene Veneziano da il meglio di sé. Impossibile per il pubblico non farsi trascinare dalla passione e dalla freschezza con cui ci porta dall’ansia del primo tema (reso in maniera sublime) alle promesse, alle speranze del secondo motivo. Magnifico.

Quando attacca la Marcia Funebre l’atmosfera si fa giustamente catartica.

Nell’ultimo tempo, infine, è brava a rendere il senso in esso contenuto: la solitudine di un insieme di suoni che vorrebbero trovare un ruolo ma non lo trovano, che si rincorrono senza una soluzione, nella disperazione che non trova consolazione.

Il  pubblico applaude entusiasta e consapevole di aver vissuto momenti di grande emozione grazie a Chopin e grazie alle  mani, al talento e alla splendida sensibilità di questa ragazza solare che al pianoforte è una forza della natura e sa arrivare al cuore di chi la ascolta, elemento che distingue un grande interprete.

Sabato 11 Dicembre 2010

Davide Mainetti