Le note di Irene hanno incantato Azzate (6-08-2007)

Oltre 600 persone, ieri sera a Villa Mazzocchi, per ascoltare la giovane pianista di Sesto Calende.

Il n°1 di Chopin suonato con l’orchestra “I pomeriggi musicali” diretta dal Maestro De Lorenzo.

AZZATE “Giù il cappello signori, un genio!” ebbe a dire Robert Schumann svelando il giovane Chopin, colui che regalò al pianoforte sconfinati orizzonti di poesia, ne reinventò il suono, la tecnica, accarezzandolo come una persona amata. Ma il cappello scende, qualche secolo dopo, anche di fronte al talento di una ragazza di Sesto Calende, che a 22 anni governa il suo strumento come si fa con un purosangue, chiedendogli il minimo e il massimo sforzo, dosandone la forza e l’anima, in un tutt’uno ipnotico, simile a un atto d’amore.

Irene Veneziano non è scindibile dal pianoforte, il suo sentimento, la tecnica superlativa, il fuoco che l’apparenta alla giovane “Martha” Argerich, pericolano nei tasti e nelle corde, attraverso le dita che sembrano a tratti non bastare a collegare le note all’infinito.

C’erano quasi seicento persone a Villa Mazzocchi e quando Irene ha posato le mani sulla tastiera, nell’attacco del Concerto n° 1 di Chopin, il silenzio si è fatto totale, i volti spianati nell’attesa di qualcosa di eccezionale, come è il vedere una ragazza dal corpo di bambina chiudere gli occhi e abbandonarsi alla musica. Si voltava ogni tanto, Giancarlo De Lorenzo, il direttore dell’orchestra “I pomeriggi musicali”, la osservava sorridendo e lei, come in una trance, abbassava leggermente il capo, ad accosentire ai musicisti di proseguire assieme il cammino.

-Amo quesrto concerto perché è drammatico e romantico nel contempo e lo sento vicino alla mia interiorità- ci ha detto Irene e già nell’”Allegro maestoso” iniziale è come se invitasse Fryderyk a chiacchierare con lei sotto la luna, dopo una spensierata corsa nel prato. E mentre il dialogo tra il genio e la sua musa acquista, nel “Larghetto”, l’intensità di un sentimento interamente corrisposto, Paola, una ragazza dalla meravigliosa abbronzatura, seduta per terra, confessa a un taccuino rosso le sensazioni che arrivano a ondate dal pianoforte, trasformando in parole ciò che per altri è un brivido lungo la pelle. -Quando le emozioni traboccano come ora, le devo fissare subito sul foglio, è impressionante come il pianoforte sia un prolungamento naturale della sua persona, sa comunicare in un modo straordinario, è totalmente assorbita dalla musica-, è il commento della giovane ammiratrice.

Irene danza nel “Vivace” tempo finale, i due innamorati stanno per salutarsi, ma lo fanno con un sorriso, tenendosi per mano fino alla fine e quando l’orchestra galoppa verso la chiusa, lei butta indietro la testa schiudendo finalmente le palpebre, come si fa per un bacio ricevuto.

E si scatena, la fanciulla con le forcine di strass tra i capelli, a intavolare cascate di note nella “Toccata” di Saint-Saëns, bis tecnicamente mirabolante, un buffetto sulla guancia dopo il gorgo della passione.

Dopo Roberto Plano, anche lui pianista, la nostra terra applaude un nuovo astro della musica, una stella diplomata con il massimo dei voti, lode e menzione speciale che, al di là dei meriti accademici, mostra un sensazionale controllo e sa trasmettere una vibrazione interiore patrimonio di pochi eletti.(…)”

La Provincia – 6 Agosto 2007

Mario Chiodetti

azzateridotto