Veneziano, un recital “doc” (11-10-2011)

ISCHIA. “Piacevole ed interessante il recital della giovane pianista Irene Veneziano nell’auditorium della “Mortella” Fondazione William Walton, a Forio, per la stagione cameristica che Lina Tufano co sapienza cura da alcuni anni, e con meritato successo, l’afflusso del pubblico innanzi tutto, e la soddisfazione che mostra alla fine di ogni manifestazione. Ha sbalordido il vivacissimo secondo bis, la “Toccata” di Saint Saens, pezzo che richiedeva tante energie quali non si immaginava l’artista conservasse al termine del suo programma e dopo un lievissimo primo bis di Debussy, sognante, estenuato, che male aveva dato indicazioni sulla grinta della pianista. Qui come prima in Chopin – Scherzo op. 31, Polacca op. 44, Ballata op. 23 – c’è stato gran dispiegarsi di suoni torniti e controllati con classica misura, abbandono melodico sorvegliato, limpidezza di contorni e pure chiaroscuro di potenza e massa dove necessario. Colorito, misuratamente scultorio il pezzo del compositore classicista figurava bene ed in contrasto assoluto con lo sfuggente preludio di Debussy che lo ha preceduto: in sintesi la storia della musica francese “dopo la battaglia”, parafrasando e concentrando al massimo il saggio di Mario Bortolotto sull’argomento. I brani di Chopin avevano di diverso la impeccabile puntualità con cui sonavano i punti tipici quelli più conosciuti ed attesi, rassicuranti insomma. “El amor y la muerte” di Granados e la “Serenata” di Schubert ripensata da Liszt sono stati bel saggio di eleganza timbrica, preziosità, sonorità raccolta: il tutto culminato nella “Rapsodia spagnola” nella cui esecuzione si fondevano precisione e signorilità, come sempre si vorrebbe per Liszt. Quindi niente enfasi, ma impostazione castigata con colori squisiti, misura nella forza e nel volume: molto bene nel chiasso del bicentenario che volge al termine.”

11 Ottobre 2011

Massimo Lo Iacono

 

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